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Festa di Samain Dicembre 12, 2007

Posted by mirmidone in Feste, Legende, Riti.
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Il 31 ottobre rappresenta nel mondo esoterico la data più importante dell’anno insieme al 30 aprile dove le streghe si riunivano per celebrare e invocare diavoli e demoni…veniva chiamato Black Sabbath.

Nel Samain il tempo si ferma e il sovrannaturale è pronto ad invadere il mondo degli umani quando il tempo dei mortali e quello degli immortali coincidono e sono aperte le porte del cielo.
A Samain, ai cui festeggiamenti i Celti dedicavano undici giorni, fino a quello che poi è diventato il giorno di S.Martino, corrisponde oggi la festività cristiana di Ognissanti, seguita dal giorno dedicato ai morti. Queste festività cristiane furono inserite dai vari Papi per far si che la gente dimenticasse i culti pagani. In quest’ultimo giorno dell’anno(31 ott) i Celti pensavano che gli spiriti andassero a trovare i loro parenti e che il Dio dei morti Samain tentasse di raggruppare le anime, che vivevano in una landa di giovinezza insieme alle streghe (tiranoc),di chi era deceduto durante l’anno per rivelar loro le sorti che le attendevano.Durante la notte, tutto il villaggio si raccoglieva in cerchio e i druidi spegnevano solennemente il fuoco sacro. Quindi prendevano dei rami secchi da una quercia sacra e li strofinavano fino a far scaturire un nuovo fuoco, che doveva onorare il Dio del Sole e scacciare gli spiriti maligni. I  Druidi che accendevano il fuoco sacro si travestivano con le pelli di animali per tre giorni per scacciare gli spiriti e mettevano la brace incandescente del nuovo fuoco in una cipolla intagliata che poi offrivano ad ogni capo famiglia perchè ne accendesse a sua volta uno nel proprio camino, che doveva durare fino all’autunno successivo. In scozia, invece, esisteva il rito secondo il quale ogni persona doveva nascondere sotto la terra una pietra e ricoprirla di cenere…se il giorno dopo la pietra era smossa voleva dire che la persona che l’aveva seppellita moriva durante quell’anno.
Due giorni,quindi, nei quali i viventi e i mortali dedicano la loro attenzione a tutti i santi, ovvero a tutti gli dei immortali e ai morti, che per aver superato l’angusto limite dello spazio-tempo, sono entrati nell’eterno presente.
Samain indica fine dell’estate (Sam, da cui l’inglese Summer e il tedesco Sommer) chiude il periodo iniziato il primo di maggio e apre il periodo dell’inverno. Samain segna la svolta dell’anno celtico. Il primo di novembre è così Capodanno e quindi punto di collegamento tra la luce e le tenebre, tra il bianco e il nero, tra una parte dell’anno, l’estate, ed un’altra, l’inverno; cerniera tra il mondo degli umani e il cosmo divino. Samain non appartiene né all’anno che finisce, né all’anno che comincia: è una Terra di Mezzo, dove l’Altro Mondo è onnipresente e ad esso si accede.

Uno studio di poco tempo fa, ha rivelato come la pratica di tagliare la zucca  e di porla, tra la notte del 31 e il primo di novembre, a guardia di porte e finestre, fosse già diffusa nel nord e parte del centro Italia, fino agli anni cinquanta.Era solito, in quella notte attendere l’arrivo dei defunti attorno ad un lauto banchetto, proprio come facevano i celti.